Allenamento, tecniche e rotture

Allenamento

Allenamento, tecniche e rotture

Andamento dell’allenamento

Il Taekwon-do non è una strada semplice: richiede dedizione e costanza perché la mente ed il corpo vanno rinforzati, e perché questo avvenga è necessario eseguire un allenamento corretto e che interessi tutto il corpo.
L’allenamento è come una giornata: appena inizia siamo pieni di energia, e quindi è il momento del potenziamento fisico, mentre alla fine della giornata è necessario rilassarsi quindi respiriamo e facciamo stretching per rendere la lezione completa, come la giornata.
Ciascuno segue la lezione ascoltando i comandi del Maestro, secondo la disciplina ed il rispetto insegnati dall’arte; a distinguere gli uni dagli altri è solo il colore della cintura, che attribuisce a ciascuno la responsabilità rispetto alla propria tecnica e al proprio sapere, come testimonianza del crescere e del migliorare.

Riscaldamento

L’allenamento ha inizio con un breve, ma essenziale, riscaldamento. Una volta scaldato, il corpo diventa come il ferro: si può modellare; da lì in poi è possibile aumentare velocità e potenza con minore rischio di sottoporlo a uno sforzo eccessivo, evitando di farci anche molto male inutilmente.

Stretching

Al riscaldamento fa seguito la fase dello stretching, che va curata con particolare attenzione perché è alla base di ogni sport ed è l’alfabeto del Taekwon-do: senza uno stretching corretto la pratica diventa pericolosa a causa dei movimenti ampi e dinamici; al contrario, se ben fatto, migliora l’agilità e la scioltezza articolare e previene la sofferenza muscolare. Lo stretching viene eseguito in maniera dinamica all’inizio dell’allenamento, in modo da risvegliare la muscolatura e prepararla all’attività che si andrà a compiere; e diventa più statico alla fine dell’allenamento, allo scopo di rilassare i muscoli affaticati dallo sforzo.
Potenziamento fisico

Potenziamento fisico

Indipendentemente dal tipo di allenamento, sia esso base od avanzato, il concetto di fondamentale è lo stesso: un’ottima preparazione atletica è indispensabile per rendere le tecniche efficaci e permettere all’allievo di migliorarsi continuamente.
Per questo motivo allo stretching segue una fase, che potremmo chiamare di potenziamento fisico, e che interessa tutti i distretti corporei. Solo un corpo forte ed una mente salda possono produrre tecniche efficaci e armoniche. Particolare attenzione viene posta al non sovraccaricare il corpo con uno stress eccessivo, motivo per cui l’allenamento viene fatto a “corpo libero”, senza, cioè, l’utilizzo di attrezzi o di pesi, ma sfruttando le masse naturali del corpo.
Fase tecnica

Fase tecnica

Al termine della fase di potenziamento fisico, ha solitamente inizio la fase tecnica, la pratica dell’arte vera e propria. Il taekwondo si compone di diverse specialità, ma tutte nascono o concretizzano le tecniche di base: i pugni, le parate ed i calci di base vengono resi più complicati, ad esempio eseguendoli con un salto, e combinati in serie sempre più complesse, eseguite in modo ripetitivo ma sempre più rapido e preciso. Lo scopo di ciò è molteplice: si imparano e raffinano le tecniche, si rafforza il corpo, lo spirito e la concentrazione, e si allena la mente attraverso l’apprendimento, il ricordo e l’anticipazione delle combinazioni, permettendo in questo modo all’intera persona di mantenersi in forma negli anni.
La respirazione guida tutto l’allenamento: ogni gesto viene controllato attraverso di essa. Se la respirazione ha un buon equilibrio avremo maggiore potenza, resistenza e maggior ampiezza del movimento. L’allenamento di gruppo aiuta ognuno ad approfittare dell’energia degli altri: questo è un vantaggio soprattutto per i più anziani, che vengono spinti dai giovani. L’energia viene scambiata non solo col movimento ma soprattutto col kiap, l’urlo dell’arte marziale, che deriva dalla collaborazione tra respirazione e baricentro. Il movimento parte dal comando del maestro che gestisce l’allenamento attraverso il suo kiap. Come noi siamo ognuno diverso dall’altro, non esistono due kiap uguali: ognuno ha il proprio, e da esso si capisce tanto della persona: è come un modo alternativo di parlare e, se si è attenti, si possono capire tante cose. Esso però non è soltanto un modo di comunicare durante l’allenamento ma anche una vera e propria fonte, per scaricare l’energia vecchia e caricarsi di quella nuova. Il kiap viene perfezionato e reso proprio solo col proseguire di molti allenamenti.
Combattimento

Combattimento (charyo daerion)

Il charyo daerion è un combattimento uno contro uno senza contatto fisico. Non è uno scontro brutale con l’intento di prevalere sull’avversario, ma è, invece, finalizzato ad insegnare l’autonomia di pensiero nel reagire ad attacchi non preordinati. Nel combattimento l’allievo ha l’opportunità di applicare ciò che ha imparato, eseguendo la tecnica più efficace per la situazione in cui si trova. I colpi non devono arrivare all’obiettivo, ma mirare a pochi centimetri da esso, dimostrando non solo controllo del corpo, ma anche flessibilità mentale e rispetto per il compagno di allenamento.
Ilbo daeryon
L’Ilbo-daeryon è un’autodifesa che inizia come risposta ad un attacco di pugno, ma che ogni allievo è libero di sviluppare seguendo le proprie inclinazioni e capacità; esso può anche essere codificato ed eseguito in gruppo.
Hyong

Hyong

Ogni arte marziale presenta, spesso attribuendovi una notevole importanza, delle “forme”, una serie di movimenti codificati sempre uguali. Nel Taekwon-do, queste sono i 19 hyong tradizionali; si tratta di combattimenti immaginari che annullano gli inconvenienti degli scontri fisici reali poiché l’aggressione avviene solamente nella fantasia del praticante, che deve reagire con una serie di difese e contrattacchi. Gli hyong vengono praticati continuamente, ad ogni allenamento, ed attraverso la loro pratica assidua migliora la precisione nell’esecuzione delle tecniche e la velocità d’esecuzione aumenta: non sono previste pause. Attraverso la pratica degli hyong si migliora anche la tecnica di respirazione, la resistenza, l’agilità e la velocità mentale. Inoltre ogni hyong ha un significato particolare, in quanto spesso sono dedicati a figure storiche importanti per la cultura coreana ed esprimono concetti filosofici; si può quindi dire che gli hyong racchiudano gran parte dell’espressione del Taekwondo.
Rottura

Rotture (Kyekpa)

Le tecniche di rottura (legno, mattone, sasso di fiume) rappresentano uno degli aspetti più conosciuti dell’arte marziale, ma spesso non vengono capite e considerate un atto violento ed una mera distruzione di oggetti. Non è così. Esse non fanno parte della pratica dell’allenamento, ma rappresentano un criterio per dimostrare la maturità di un artista: le rotture vanno eseguite non tanto con la forza bruta ma con la precisione tecnica; inoltre nel momento in cui si va a colpire l’oggetto la mente “si spegne” e rimane solo una piccola luce di concentrazione, ma intensa come un laser. Si crea un vuoto mentale, i pensieri e le emozioni tacciono, rimangono solo il praticante di fronte all’oggetto da colpire, finché non rimane soltanto la persona. E in quel momento si colpisce. Così facendo si supera un limite, sia che la rottura sia andata a buon fine che no. L’allievo si confronta quindi con la paura, la propria concentrazione e l’efficacia delle tecniche imparate, alla ricerca continua del miglioramento.