Cultura coreana e arti marziali

Logo 2016

Cultura coreana e arti marziali

IDEA COREANA E ARTE MARZIALE


Sin da piccoli i coreani assistono, con piacere o no, alle narrazioni di storie o episodi legati all’etica nazionale in varie circostanze.
Così crescono formando le proprie identità in base agli insegnamenti delle idee tradizionali.
Le idee più fondamentali tra quelle sono le seguenti:
“HONGIK INGAN (홍익인간; 弘益人間)”
è l’idea della fondazione del Gojoseon, la prima dinastia del popolo coreano, fondata nel 2333 a.C. Il suo significato è grande contributo della beneficenza per l’umanità.


“SESOK OGYE (세속오계; 世俗五戒)”
sono i cinque comandamenti per la vita laica, che il monaco Wonkwang elargiì agli Hwarang, le élite giovani della dinastia Silla..

  •  SAGUN ICHUNG (사군이충; 事君以忠) : Servire al re con fedeltà.
  • SACIN IHYO (사친이효; 事親以孝) : Servire ai genitori con dovere filiale e con devozione.
  • GYOWOO ISIN (교우이신; 交友以信) : Instaurare l’amicizia con fiducia.
  • IMJEON MUTOI (임전무퇴; 臨戰無退) : Non ritirarsi davanti alle battaglie.
  • SALSAENG YUTAEK (살생유택; 殺生有擇) : Scegliere con saggezza se uccidere o salvare.

“SAMGANG (삼강; 三綱)”
Tre codici della condotta

  • GUNWI SINGANG (군위신강; 君爲臣綱 :
    Il principio è che i sudditi devono servire al re.
  • BUWI JAGANG (부위자강; 父爲子綱 :
    Il principio è che i figli devono servire ai genitori.
  • BUWI BUGANG (부위부강; 夫爲婦綱 :
    Il principio è che la moglie deve servire al marito.

“ORYUN (오륜; 五倫)”
Cinque rapporti etici

  • BUJA YUCIN (부자유친; 父子有親) :
    Ci deve essere intimità fra i genitori e i figli.
  • GUNSIN YUEOI (군신유의; 君臣有義) :
    Ci deve essere giustizia fra i re e i sudditi.
  • BUBU YUBYUL (부부유별; 夫婦有別 :
    Ci deve essere distinzione fra il marito e la moglie.
  • JANGYU YUSEO (장유유서; 長幼有序 :
    Ci deve essere ordine fra gli anziani e i giovani.
  • BUNGWOO YUSIN (붕우유신; 朋友有信 :
    Ci deve essere fiducia fra gli amici.

Questi concetti, che sono derivati dalle varie dottrine religiose (particolarmente dal buddismo e dal confucianesimo), valgono ancora nel mondo moderno coreano e condizionano il modo di pensare del popolo coreano.

Quindi, è molto naturale che questi insegnamenti siano fusi profondamente nella filosofia dell’arte marziale coreana, in particolare Taekwondo, che la maggiore parte di bambini coreani praticano.

Se vogliamo un esempio, il Muddokwan, che era la più grande scuola di Taekwondo in Corea, ha imposto i dieci comandamenti agli allievi per il loro principio spirituale di arte marziale.

  1. Lealtà per il proprio paese
  2. Doveri filiali per i genitori
  3. Benevolenza fra i coniugi
  4. Aiuti reciproci fra i fratelli
  5. Rispetto e cura fra anziani e giovani
  6. Giustizia fra i maestri e gli allievi
  7. Fiducia fra gli amici
  8. Saggia valutazione fra il bene e il male
  9. Non ritirarsi davanti alle battaglie
  10. Impegnarsi per raggiungere il proprio obiettivo.

Se qualcuno mi chiederà perché un praticante di arte marziale deve imparare questi insegnamenti filosofici riguardanti genitori, re, fratelli e amici, gli spiegherò che cos’è l’archetipo del cosiddetto “arte marziale”.

La parola “arte marziale” è la traduzione del cinese “武 (marziale) 術 (arte, tecniche)” che si legge ‘musul’ in coreano e ‘wushu’ in cinese.

Ma la prima sillaba 武, è la combinazione di due parole, 戈 (lancia) e止 (cessare, essere calmo), che significherebbe, in realtà, “cessare o fermare l’atto di attacco”.  Perciò si può dedurne la traduzione più precisa della parola “musul” come “la tecnica di riconciliarsi in pace”.

Dunque, non vediamo che questa ultima traduzione consona agli insegnamenti filosofici sopradescritti?

Se tutti noi seguissimo bene questi insegnamenti, non ci saranno litigi, conflitti e nemmeno gelosie, ma avremo il corpo sano e la mente sana, e così alla fine saremo delle persone che sapranno contribuire pace e amore alla società. Questa è l’idea principale per cui noi pratichiamo questo tipo di disciplina.

In quest’ottica, personalmente preferisco usare il termine “武道 (mudo)”, che valorizza più la via della disciplina spirituale che le tecniche

Ritengo che la traduzione imprecisa della parola “arte marziale” sia dovuta agli occidentali che ne hanno visionato solo la prestazione esterna non sapendo osservare l’intrinseco di questa disciplina, che purtroppo si sta disperdendo anche in Corea poiché oggigiorno è considerata sempre più come sport che disciplina spirituale, ed è legata molto al capitalismo.

Non posso negare il fatto che la società e la cultura stanno sulla scia della continua evoluzione, ma vedendo quei calci veloci e alti, senza attacchi di pugno e senza anima disciplinare nell’ultimo olimpiade, mi sono ricordato ai miei tempi di cintura bianca, che pulivo ogni giorno il pavimento di legno con il mocio prima dell’arrivo del maestro e dei miei superiori per iniziare la lezione.


Prof. Min Sang CHO
Lingua e Cultura coreane
Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali
Università degli Studi di Milano

Maestro di Taekwondo